IL MIO LAVORO NON È ANCORA FINITO
"L’ambizione non dichiarata dell’azienda era di guadagnare vendendo la merce che tutte le imprese del suo genere sognano di vendere, l’articolo verso cui i nostri sforzi erano tacitamente indirizzati, il prodotto perfetto: il Nulla. E per questo prodotto avrebbe preteso il prezzo perfetto: Tutto."
Ricorrono spesso nella narrazione fantastica di questo autore fabbriche e aziende mostruose o rese tali da dipendenti e amministratori. Talvolta dai loro abominevoli prodotti. Per chi ha un pochino di dimestichezza con Ligotti, la fabbrica è un luogo infernale, sempre, sotto qualunque aspetto. Gli abitanti di questi luoghi di produzione, i dipendenti, gli operai, gli impiegati, i quadri, i supervisori, i dirigenti e a salire fino ai vertici massimi, vivono dentro e per la fabbrica, sono la fabbrica, sono i mostri della fabbrica. E quando capita che i tuoi "colleghi" cospirino per eliminarti, non solo in senso metaforico, possono accadere cose straordinariamente orribili ma assolutamente inevitabili.
HO UN PROGETTO SPECIALE PER QUESTO MONDO
«La mia qualità» dissi «la mia qualità personale è la capacità di spingere me stesso e chi mi è vicino fino ai limiti estremi del nostro potenziale: di influire sulle persone, e persino sui luoghi, in modo da fare uscire allo scoperto, alla piena luce della realizzazione, possibilità e propositi che non sospettavano di avere. Quello è il mio pregio personale.»
Come non assumere un uomo che si presenta così? La Blaine company nella Città d'oro non poteva chiedere di meglio per le sue ambizioni di crescita. Ma sotto quella nebbia soffocante e giallastra le ambizioni immotivate trovano il giusto ridimensionamento.
LA RETE DELL'INCUBO
"Sconfinata organizzazione di immagini e impulsi deliranti cerca Input di Sostentamento per i suoi sistemi in rovina. Si accettano dati di ogni tipo, incluse le scariche inquinate della vecchia Rete dell’Incubo e le immagini residue di UI e LA (Co, Non-co o Oneiri-Co)."
Perfetta descrizione dei moderni social media.
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Il mio lavoro non è ancora finito (La cultura) (Italian Edition) Versión Kindle
Edición en Italiano
de
Thomas Ligotti
(Autor),
Luca Fusari
(Traductor)
Formato: Versión Kindle
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Thomas Ligotti
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IdiomaItaliano
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EditorialIl Saggiatore
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Fecha de publicación17 septiembre 2020
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Detalles del producto
- ASIN : B08D6ZJDKR
- Editorial : Il Saggiatore (17 septiembre 2020)
- Idioma : Italiano
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- Texto a voz : Activado
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Reseñas más importantes de otros países
Stefania Maggio
5,0 de 5 estrellas
Fabbriche, ditte e mostri
Revisado en Italia el 23 de octubre de 2020Compra verificada
A 2 personas les ha parecido esto útil
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marco
4,0 de 5 estrellas
Realismo capitalista e caos strisciante.
Revisado en Italia el 23 de noviembre de 2020Compra verificada
Immaginate un romanzo che inizi come una moderna odissea kafkiana, prosegua come un film dell'orrore di serie b anni '80 e si concluda con un epilogo delirante e frammentario, praticamente incomprensibile (a meno di non avere una certa familiarità con la Letteratura e la filosofia Ligottiana); oppure, in alternativa, pensate ad un opera che scelga di partire da una prospettiva ristretta, umana, narrando del protagonista e del suo rapporto coi colleghi, per poi allargare la prospettiva sempre più, descrivendo l'ambiente in cui il protagonista si muove (un'azienda che si occupa di “manipolare documenti”, la cui effettiva funzione rimane indefinita), arrivando a svelare la Città - il sistema in cui l'azienda si è trovata ad operare -, ed infine facendo rientrare nell'inquadratura l'intero universo, l'Essere, in tutta la sua grottesca insensatezza, e che faccia questo ribadendo continuamente, nei modi più diversi, il medesimo concetto, che si potrebbe riassumere citando il seguente passaggio: “nella blatta non c'era nulla di particolarmente blattesco, non più di quanto in Lillian ci fossero i tratti definiti di una persona; una volta penetrata la buia interiorità di ciascuno, non si percepiva che il vibrare dell'agitazione suina e della turbolenta oscurità”.
Le due forze – l'agitazione suina e la turbolenta oscurità - sono, apparentemente, in contrapposizione. O forse l'una al servizio dell'altra, o entrambe al servizio di un (non) traguardo che altro non è che la piena realizzazione del caos e del conflitto, del marasma dell'evoluzione: il silenzio.
La “forza vitale” insita tanto nelle ambizioni nel singolo quanto nel sistema capitalistico si scontra con l'oscurità, con la destabilizzazione, la follia, in una danza dell'inconcludenza, che non può che portare alla catastrofe. Catastrofe che, a differenza di quella di cui parla Caraco, non è utile a rinnovare un sistema in rovina, quanto piuttosto ad annientarlo, ad annientare gli squallidi organismi-macchina che lo popolano ed infine la Vita organica nel suo complesso, ponendo fine all'orrore indicibile che essa porta con sé.
Concludo dicendo che, nonostante questo romanzo mi sia piaciuto, lo considero l'opera meno riuscita di Ligotti. Potrebbe tuttavia essere apprezzato anche da chi considera i racconti squisitamente weird - dove l'azione e la trama sono ridotte ai minimi termini – di difficile lettura.
Le due forze – l'agitazione suina e la turbolenta oscurità - sono, apparentemente, in contrapposizione. O forse l'una al servizio dell'altra, o entrambe al servizio di un (non) traguardo che altro non è che la piena realizzazione del caos e del conflitto, del marasma dell'evoluzione: il silenzio.
La “forza vitale” insita tanto nelle ambizioni nel singolo quanto nel sistema capitalistico si scontra con l'oscurità, con la destabilizzazione, la follia, in una danza dell'inconcludenza, che non può che portare alla catastrofe. Catastrofe che, a differenza di quella di cui parla Caraco, non è utile a rinnovare un sistema in rovina, quanto piuttosto ad annientarlo, ad annientare gli squallidi organismi-macchina che lo popolano ed infine la Vita organica nel suo complesso, ponendo fine all'orrore indicibile che essa porta con sé.
Concludo dicendo che, nonostante questo romanzo mi sia piaciuto, lo considero l'opera meno riuscita di Ligotti. Potrebbe tuttavia essere apprezzato anche da chi considera i racconti squisitamente weird - dove l'azione e la trama sono ridotte ai minimi termini – di difficile lettura.